Rotonda, Barilaro: "Rotonda rimarrà per me una seconda casa" - I AM CALCIO POTENZA

Rotonda, Barilaro: "Rotonda rimarrà per me una seconda casa"

Francesco Barilaro
Francesco Barilaro
PotenzaSerie D

Un treno per iniziare, un aereo per finire. Milano-Rotonda-Monchengladbach: sono le tre tappe più importanti della vita di Francesco Barilaro. Il Rotonda vola in serie D, lui in Germania per raggiungere Leonarda perché al cuor non si comanda ma un pezzo, calcisticamente parlando, è rimasto nel Pollino. Galeotta fu Milano: nel capoluogo lombardo quattro anni fa ebbe inizio la sua storia in biancoverde e il portiere di Polistena lo ricorda come fosse ieri. "In quell'anno vivevo a Verona, del Rotonda avevo sentito già parlare perché con Pino (Bossio, ndr) che ormai non chiamo neanche più mister e Giuseppe, Donato che erano nello staff tecnico ci conoscevamo già quando organizzarono a distanza il primo appuntamento con il presidente Bruno". Una stretta di mano, una visita alla città, una lunga chiacchierata e dalla città di Romeo e Giulietta, Barilaro si trasferisce a Rotonda dove entra subito in empatia con la squadra (Roberto Mecca lo sceglierà come padrino di battesimo della piccola Camilla), e con il paese tanto da farlo diventare uno degli uomini simbolo. Perché prima di stringere trofei, il portiere stringe legami umani che lo fanno sentire a suo dire "Rutunnaro". Un affetto incommensurabile ripagato dai successi sul campo: 2 campionati di Eccellenza, 1 Coppa Italia in Promozione ma anche una retrocessione e una finale play-off persa. "In questi 4 anni ho vissuto e provato tutto, gioie e dolori racconta il portiere, Rotonda per me è e rimarrà la mia seconda casa e la mia seconda famiglia". Per una volta tanto sono i figli a trasmettere la passione ai genitori: "Papà accompagnava me e Aurelio (gemello di Francesco, ndr) agli allenamenti della Reggina ma seguiva con molto interesse quello dei portieri e fu cosi che decise di diventare preparatore. Papà mi fatto crescere umanamente e caratterialmente, mia madre è stata una specie di regista dietro le quinte. Il punto più alto della sua carriera è stata la serie D e il petto si riempie di orgoglio: "E' stata una grandissima soddisfazione, tanto più che io non ho mai avuto procuratori e ho contato sempre e soltanto sulle mie forze". Avviso per chi verrà. "Rotonda è una piccola oasi felice, se i giocatori mostrano attaccamento e danno tutto fino all’ultimo secondo, i tifosi sono dalla tua parte nella buona e nella cattiva sorte". Con la società mantiene un filo diretto: per me prima che dei dirigenti sono stati degli amici,esisterà sempre un rapporto speciale anche adesso che non sono più un calciatore". La porta del Rotonda è nelle mani salde di Polizzi e Oliva: Giuseppe lo conoscevo già quando giocava con mio fratello ad Ancona, è stato un onore averlo come compagno di squadra perché lui è sprecato per la serie D e con un portiere come lui Antonio può solo migliorare, ragion per cui mi auguro che la società se lo tenga stretto".

Nicola Signoretti

La Redazione

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