Rotonda, Bruno: "In caso di salvezza pronto un gruppo spagnolo"

Il patron del Rotonda Franco Bruno
Il patron del Rotonda Franco Bruno

Il tempo scorre velocemente, come le giornate di campionato. Quattro da qui alla fine con una missione da compiere: i play out. Vincere è di vitale importanza per il Rotonda che affannosamente e disperatamente sta cercando di accedere agli spareggi salvezza e prolungare la sua sopravvivenza in questo travagliato e complicato campionato di serie D. A caricare squadra e ambiente ci ha pensato il presidente onorario Franco Bruno, il motore che spinge tutto, per molti il vero leader dei Lupi del Pollino. Ha chiesto di parlare e lo ha fatto nella sede della società con una bomba finale in coda al discorso. Le avete chiamate finali, la prima è con il Roccella. "Soprattutto in casa non possiamo sbagliare, su quattro partite tre le giocheremo a Castelluccio e con nove punti dovremmo avere la certezza di disputare i play out. Per fare questo non basta solo la squadra, se vogliamo per certi aspetti, il Rotonda è la cenerentola del campionato anche come tifo, perchè siamo pochi e ci confrontiamo con realtà molto più grandi che hanno fatto anche la serie B in passato. Noi rappresentiamo un piccolo paese mentre ci sono squadre che rappresentano grandi città". Quale il momento più difficile? "Di momenti difficili ce ne sono stati diversi. Noi siamo arrivati in serie D con un anno di anticipo, dal programma che avevamo fatto con Pugliese l’ambizione era quella di vincere il campionato di Eccellenza. Quest’anno quando sarebbero stati consegnati i lavori per il nuovo Di Sanzo ma eravamo primi e l’appetito vien mangiando. Purtroppo siamo stati penalizzati per tutto il girone d’andata dal fatto di giocare a Castrovillari, in uno stadio troppo grande per noi e non a misura per i nostri tifosi, uno stadio che non ci ha portato fortuna. A Castelluccio abbiamo trovato la nostra dimensione ideale e lo dicono anche i risultati". Si attribuirebbe una colpa o un merito per questa stagione? "A un certo punto ha detto: ora faccio di testa mia, finora ho lasciato decidere gli altri. Io mancavo da venti anni dalla serie D, l’ultimo campionato lo avevamo fatto nel '98. Ero uscito fuori dal giro, il calcio è cambiato e anche i rapporti con le persone che non sono più le stesse di allora. Singolarmente erano degli ottimi calciatori quelli che avevamo preso, ma non si sono amalgati fra di loro, il problema principale è stato il gruppo che non si è cementato». Cosa non le piace del calcio moderno e se potesse scrivere le regole da dove partirebbe? "Dai procuratori. Venti anni fa non c’era questo fenomeno dilagante, oggi se vai da un ragazzino di 14- 15 anni ti dice prima devi parlare col mio procuratore ed è una cosa inammisibile. In secondo luogo abolirei le scommesse nei dilettanti, a questi livelli non dovrebbero esistere". Tra qualche mese sorgerà il nuovo Gianni Di Sanzo. E’ fondamentale anche per il rilancio del settore giovanile. La società ha già in mente un progetto per la prossima stagione? "Purtroppo quest’anno abbiamo dovuto congelare il discorso per l’assenza di una struttura in loco, ma abbiamo già avviato un progetto comprensoriale con Castelluccio, Viggianello e Laino Borgo. Contiamo di fare un’aggregazione con questi comuni limitrofi e raggruppare 150 ragazzi della Valle del Mercure". E’ soltanto un caso che con il suo ritorno in società il Rotonda sia tornato a calcare palcoscenici consoni alla sua tradizione calcistica? "Io non sono un perdente, a me piace sempre vincere. Negli ultimi tre anni abbiamo conquistato due promozioni e aggiungiamo la coppa Italia. Adesso abbiamo questo obiettivo che equivarrebbe a vincere il campionato perchè diciamolo chiaramente Rotonda non si può permettere questo campionato e a tal proposito ci potrebbero essere importanti novità sul fronte societario. Dal prossimo anno qualora dovessimo restare in serie D, entrerà un grosso sponsor dalla Spagna che darà la svolta al calcio rotondese non solo in termini economici ma anche calcistici con l’apporto di giovani molto interessanti. E’ un’opportunità che non vogliamo farci sfuggire e cambieremo l’assetto societario da asd a srl»

Nicola Signoretti

La Redazione

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