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Raco: "18 mesi intensi a San Fele Spero di incontrarlo di nuovo"

Il tecnico Giorgio Raco
Il tecnico Giorgio Raco

A tre mesi dall'esonero e a campionato finito l'ex tecnico del San Fele Giorgio Raco torna a parlare della sua avventura durata 18 mesi. Nelle dichiarazioni rilasciate telefonicamente ecco il pensiero dell'allenatore di Atella: "Io ho lasciato il San Fele con 14 punti dopo 19 partite. Poi dopo 11 gare sono stati ottenuti soltanto 5. Sono stati 18 mesi intensi e belli. Abbiamo lavorato bene in Seconda Categoria e sapevamo che la Prima era difficile. - puntualizza Raco - Molti giocatori non conoscevano la categoria. La mia idea di gioco era 4-2-3-1 che in fase offensiva si trasformava 4-3-3. Abbiamo operatp una normale campagna acquisti, in cui sono arrivati Schirò, Barozzino, Logrippo, Vitale e Festa tra i pali. Schirò per motivi personali ha lasciato subito e la squadra aveva bisogno di tempo per i ritmi di gioco più veloci. Siamo partiti bene con il pareggio con l’Oppido per 2-2 e vinto con l’Fst. Pian piano sono subentrate le difficoltà perché la categoria va capita. - puntualizza l'allenatore atellano - Qualche defezione e infortunio non ci ha dato opportunità di lavorare con i tempi giusti in quanto il campionato incalzava. La squadra poi aveva paura di perdere qualche partita in più. La cosa positiva è che i ragazzi che si sono battuti anche nelle sconfitte come dei leoni. L’impegno è stato magistrale con un approccio serio durante gli allenamenti. Uscivano con la maglia bagnata ad ogni partita. - rimarca con orgoglio Raco - Qualche piccola inesperienza l’abbiamo pagata. Il supporto della società è stato importante. Non so perché arrivato l’esonero e io l’ho accettato con serenità. Mi sono assunto laresponsabilità del fallimento tecnico-tattico. Forse avrei potuto comunicare meglio alcuni concetti. - dice il tecnico vulturino - Volevo ringraziare la società per aver lavorato con serenità, a tutti i calciatori di Seconda e Prima perché sono stati eccezionali, un plauso particolare al capitano Gerardo Carlucci e al vicecapitano Giovanni Catenacci, che si sono prodigati per la causa, agli stessi fratelli Gianmarco e Ro berto Graziano e Nunzio Tomasulo, Di Giacomo e tutti i ragazzi di Rionero che mi hanno seguito. Da parte mia c’è solo rammarico perché dopo il mio esonero avrei voluto vedere i miei ragazzi primeggiare. Il mio successore ha messo il massimo impegno e per lui magari desideravo che avesse maggiori soddisfazioni. Auguro le maggiori fortune per il futuro. Per il prossimo anno non starò fermo in quanto ho giricevuto delle proposte. Mi piacerebbe affrontare il San Fele e abbracciarci a fine gara".

Biagio Bianculli